Press Release Settembre 1, 2026

Philippe Rahm: conoscere la luce per poterla domare

Split Time Cafe di Philippe Rahm 1 © Jennifer Beggs 2014

Dallo Split Time Café al Jade Eco Park: la luce tra sperimentazione e costruzione

Oggi scegliamo di soffermarci su Philippe Rahm, architetto e teorico che ha saputo fare della luce naturale una materia viva, capace di costruire emozioni e ritmi, trasformando l’invisibile in architettura.

Rahm non si limita a disegnare spazi, ma progetta reazioni del corpo: costruisce ambienti che manipolano temperatura, colore, composizione atmosferica e intensità luminosa per indurci a percepire un tempo, una condizione o un’energia che in realtà non esistono. È un “inganno fisiologico” nel senso più nobile e sperimentale del termine, un modo per rivelare – attraverso l’alterazione controllata – le potenzialità della luce come strumento di conoscenza del corpo, dello spazio e delle sensazioni.

Split Time Café

Tra le sue opere più emblematiche spicca lo Split Time Café, progettato nel 2007 ma realizzato dieci anni dopo all’interno del Taichung Central Park di Taiwan, oggi noto come ORES Café & Gallery.

Il progetto nasce come un esperimento sull’influenza della luce nei ritmi circadiani: Rahm divide il caffè in tre zone corrispondenti ad altrettante temporalità luminose, ciascuna in grado di agire diversamente sulla secrezione di melatonina, l’ormone che regola il sonno e la veglia.

La prima sala

La prima sala, immersa nella luce naturale filtrata da vetro trasparente, segue il ciclo reale del giorno, restituendo energia vitale.

La seconda sala

La seconda, avvolta da un involucro di vetro giallo, filtra la componente blu, addolcendo la luce e inducendo una percezione di calma, quasi fosse una notte chiara e serena.

La terza sala

Nella terza, racchiusa in un guscio di vetro blu, la sensazione si ribalta: le onde luminose fredde mantengono il corpo in uno stato di allerta continua, sospendendo il tempo in un giorno perenne.

Nel breve percorso fra le tre stanze, il visitatore attraversa stati psicofisici diversi, sperimentando come la luce possa orchestrare architettura e fisiologia. Rahm non costruisce muri ma “giornate”, spazi che traducono il linguaggio biologico in esperienza architettonica.

Jade Eco Park

Con il Jade Eco Park (2011–2020), poi denominato Taichung Central Park, a Taichung, Taiwan, questa stessa idea si espande su scala urbana.

Su 67 ettari di terreno, Rahm progetta un paesaggio di microclimi dove pendenze, vegetazione e materiali modulano luce, vento e temperatura. Il parco diventa un ecosistema didattico in cui la luce naturale regola comfort e percezione: i colori della vegetazione trasformano il tono della luce, le ombre si muovono come pennellate atmosferiche, il suolo e le specie arboree controllano ventilazione e umidità.

Camminare nel parco significa attraversare un organismo vivo in cui la luce non è decorazione ma infrastruttura ecologica, strumento educativo per comprendere la relazione fra corpo e clima.

La conoscenza nasce dalla sperimentazione

Dallo Split Time Café al Jade Eco Park, la traiettoria di Rahm racconta un unico principio: la conoscenza nasce dalla sperimentazione.

Progettare la luce richiede metodo, curiosità e sensibilità pratica – quella del progettista-artigiano che osserva, misura e ascolta prima di comporre.

Insegnare la luce, oggi, significa restituirle questa dimensione esperienziale. Accanto alla teoria e ai modelli digitali, serve la pratica diretta: osservare la luce naturale, sentire la fatica visiva, percepire la variazione del tempo o dell’umore.

Solo attraverso la sperimentazione il lighting design può unire scienza, biologia e sensibilità personale, trasformando la tecnica in linguaggio e l’architettura in esperienza.

Philippe Rahm ci insegna che la luce si domina solo conoscendola, e che ogni progetto è, in fondo, un atto di libertà: trasformare l’invisibile in qualcosa che si può vivere.


Lo staff di Beta Nit ringrazia di cuore l’Arch. Philippe Rahm per il contributo tecnico che ci ha fornito e Crystal Cheng per averci permesso di utilizzare le sue belle foto del bar e del parco, pubblicate sul suo interessante blog auntie.tw.

Philippe Rahm

Philippe Rahm (n. 1967, Pully, Svizzera) si laurea in Architettura all’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) nei primi anni Novanta, periodo in cui la scuola elvetica si distingue per l’integrazione fra progettazione architettonica, fisica della costruzione e studio dell’energia ambientale.

In questo contesto, Rahm sviluppa un interesse costante per la dimensione climatica e luminosa dell’architettura, che approfondisce in seguito collaborando con istituti scientifici e climatologi.

Dopo alcune esperienze professionali a Zurigo, nel 2002 fonda Philippe Rahm Architectes, con sede a Parigi, avviando una ricerca che combina dati meteorologici, chimici e fisiologici per creare spazi regolati dalla luce, dalla temperatura e dall’umidità.

È docente presso diverse università europee e statunitensi, fra cui:

  • l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL);
  • la Royal Danish Academy of Fine Arts;
  • la Princeton University.

Rahm è oggi considerato uno dei principali esponenti dell’«architettura meteorologica», orientata a unire precisione fisica e percezione sensibile.

Opere principali

Fra i suoi lavori più noti figurano:

  • Météorologie domestique (2003);
  • Split Time Café (2007);
  • Digestible Gulf Stream (2008);
  • Jade Eco Park di Taichung (2011–2020).

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