Press Release Gennaio 15, 2025

Dai modelli fisici alla progettazione integrata: la lezione di Google Bay View e il pensiero di Betanit

Google Bay View

1. Introduzione – Il modello come strumento di conoscenza

In architettura, costruire modelli non significa solo rappresentare un’idea, ma verificarla, interrogarla e comprenderla.
Da sempre Betanit sostiene che la fase di modellazione – fisica o digitale – sia il luogo dove la teoria incontra la pratica, dove il progetto prende corpo e inizia a dialogare con la realtà.

Oggi, esempi come il nuovo campus Google Bay View mostrano quanto questo approccio sia attuale: anche le società più tecnologiche del mondo sentono il bisogno di costruire modelli in scala reale e ridotta per validare le proprie scelte architettoniche.
L’architettura torna così a essere un laboratorio sperimentale, in cui il modello diventa strumento di pensiero condiviso.


2. Google Bay View: tecnologia e sensibilità umana

Il campus progettato da BIG – Bjarke Ingels Group e Heatherwick Studio, sotto la guida di Michelle Kaufmann e Asim Tahir, rappresenta un’evoluzione nel modo di concepire lo spazio di lavoro.

Architetti e team di Google hanno costruito modelli fisici e digitali per comprendere il comportamento della luce, del clima e dell’acustica, fino a realizzare alcune parti in scala 1:1 per testare il comfort reale delle persone.

🔗 The first campus built by Google | Bay View and Charleston East – Video

Questo processo riflette un metodo di progettazione che Betanit condivide profondamente: un approccio sperimentale, iterativo e interdisciplinare in cui il progetto si forma attraverso la verifica continua, l’osservazione e la collaborazione tra menti e competenze diverse.


3. Modelli fisici e simulazioni digitali: un dialogo necessario

Nel laboratorio di Betanit, il sole e il cielo entrano davvero in scala ridotta: i simulatori riproducono la luce naturale in miniatura, permettendo di osservare come essa dialoga con la forma e la materia del progetto.

Questa esperienza si distingue dalle simulazioni esclusivamente digitali, che restano un’interpretazione virtuale del fenomeno.
I simulatori Betanit, presenti nei laboratori di aziende, studi di architettura e università, mettono i futuri professionisti a confronto diretto con la fisica della luce e la materia del progetto.

Così la conoscenza scientifica si traduce in esperienza concreta, e la formazione alla progettazione trova un equilibrio autentico tra rigore tecnico e sensibilità percettiva.


4. Scienza, conoscenza ed entusiasmo

Ogni progetto nasce da un atto di entusiasmo – la curiosità di capire, migliorare e costruire qualcosa di significativo.
Ma entusiasmo e scienza devono procedere insieme: senza conoscenza si rischia l’improvvisazione, senza entusiasmo si perde la spinta verso l’innovazione.

Il caso di Google Bay View dimostra quanto sperimentazione e integrazione di saperi diversi possano generare risultati che uniscono bellezza, funzionalità e sostenibilità.


5. Conclusione

Nel mondo dell’architettura e dell’ingegneria, il futuro non appartiene solo alla tecnologia, ma al modo in cui la conoscenza si fa esperienza.
Betanit continuerà a promuovere questa visione: la progettazione come processo sperimentale e collaborativo, dove modelli fisici, simulatori reali e strumenti digitali coesistono per dare forma a edifici più consapevoli, sostenibili e umani.

Scienza e conoscenza camminano di pari passo con entusiasmo: solo unendo questi tre elementi il progetto può diventare vera innovazione.


Esperienze dirette e percezioni


Fonti e approfondimenti

Queste testimonianze mostrano come il nuovo campus di Google Bay View sia percepito non solo come un luogo di lavoro tecnologico, ma anche come uno spazio naturale, confortevole e aperto alla collaborazione.

Official Sources

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Phone: +39 0523 650217
email: info@betanit.com

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