In architettura, costruire modelli non significa solo rappresentare un’idea, ma verificarla, interrogarla e comprenderla.
Da sempre Betanit sostiene che la fase di modellazione – fisica o digitale – sia il luogo dove la teoria incontra la pratica, dove il progetto prende corpo e inizia a dialogare con la realtà.
Oggi, esempi come il nuovo campus Google Bay View mostrano quanto questo approccio sia attuale: anche le società più tecnologiche del mondo sentono il bisogno di costruire modelli in scala reale e ridotta per validare le proprie scelte architettoniche.
L’architettura torna così a essere un laboratorio sperimentale, in cui il modello diventa strumento di pensiero condiviso.
Il campus progettato da BIG – Bjarke Ingels Group e Heatherwick Studio, sotto la guida di Michelle Kaufmann e Asim Tahir, rappresenta un’evoluzione nel modo di concepire lo spazio di lavoro.
Architetti e team di Google hanno costruito modelli fisici e digitali per comprendere il comportamento della luce, del clima e dell’acustica, fino a realizzare alcune parti in scala 1:1 per testare il comfort reale delle persone.
🔗 The first campus built by Google | Bay View and Charleston East – Video
Questo processo riflette un metodo di progettazione che Betanit condivide profondamente: un approccio sperimentale, iterativo e interdisciplinare in cui il progetto si forma attraverso la verifica continua, l’osservazione e la collaborazione tra menti e competenze diverse.
Nel laboratorio di Betanit, il sole e il cielo entrano davvero in scala ridotta: i simulatori riproducono la luce naturale in miniatura, permettendo di osservare come essa dialoga con la forma e la materia del progetto.
Questa esperienza si distingue dalle simulazioni esclusivamente digitali, che restano un’interpretazione virtuale del fenomeno.
I simulatori Betanit, presenti nei laboratori di aziende, studi di architettura e università, mettono i futuri professionisti a confronto diretto con la fisica della luce e la materia del progetto.
Così la conoscenza scientifica si traduce in esperienza concreta, e la formazione alla progettazione trova un equilibrio autentico tra rigore tecnico e sensibilità percettiva.
Ogni progetto nasce da un atto di entusiasmo – la curiosità di capire, migliorare e costruire qualcosa di significativo.
Ma entusiasmo e scienza devono procedere insieme: senza conoscenza si rischia l’improvvisazione, senza entusiasmo si perde la spinta verso l’innovazione.
Il caso di Google Bay View dimostra quanto sperimentazione e integrazione di saperi diversi possano generare risultati che uniscono bellezza, funzionalità e sostenibilità.
Nel mondo dell’architettura e dell’ingegneria, il futuro non appartiene solo alla tecnologia, ma al modo in cui la conoscenza si fa esperienza.
Betanit continuerà a promuovere questa visione: la progettazione come processo sperimentale e collaborativo, dove modelli fisici, simulatori reali e strumenti digitali coesistono per dare forma a edifici più consapevoli, sostenibili e umani.
Scienza e conoscenza camminano di pari passo con entusiasmo: solo unendo questi tre elementi il progetto può diventare vera innovazione.
Michelle Kaufmann, responsabile della ricerca e dello sviluppo del progetto per Google, ha spiegato in un’intervista a Fast Company che Bay View è stato concepito per far sentire le persone connesse alla natura e tra di loro. Molti dipendenti hanno espresso apprezzamento per la luce naturale, le viste aperte e la ventilazione fresca, che contribuiscono a un senso generale di benessere.
(Fonte: Fast Company – “Inside Google’s new Bay View campus”, 2022)
Nel blog ufficiale di Google (“Inside the Google Bay View Campus”, maggio 2022), diversi Googler descrivono gli spazi come tranquilli, luminosi e accoglienti, sottolineando la sensazione di calma e apertura trasmessa dal design e dai materiali sostenibili utilizzati.
Secondo quanto riportato da Bloomberg nel 2022, i primi riscontri da parte dei dipendenti hanno messo in evidenza il comfort legato alla possibilità di regolare le zone di lavoro e l’immediato accesso agli spazi esterni, elementi che aumentano concentrazione e produttività.
Anche Architectural Record e Dezeen hanno osservato che gli utenti percepiscono il campus come meno formale e più umano rispetto agli uffici tradizionali, grazie alle ampie coperture luminose e agli spazi silenziosi che favoriscono un ambiente di lavoro sereno e collaborativo.
Queste testimonianze mostrano come il nuovo campus di Google Bay View sia percepito non solo come un luogo di lavoro tecnologico, ma anche come uno spazio naturale, confortevole e aperto alla collaborazione.
Heatherwick Studio _ Design & Architecture _ Google Bay View
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